sabato 20 febbraio 2010

Idrogeno solare energia del futuro?

Parliamo dell'idrogeno generato per scissione dell'acqua utilizzando la sola radiazione solare il combustibile dell'imminente futuro.

Lo sostengono i ricercatori italiani del gruppo di ricerca di Mario Pagliaro al Cnr e quelli greci guidati da Athanasios Konstandopoulos in uno studio pubblicato oggi dalla rivista Energy and Environmental Science. Konstandopoulos, ingegnere chimico direttore del Laboratorio APT di Tessalonica, coordina il progetto di ricerca comunitario Hydrosol per cui ha recentemente ottenuto il premio "Cartesio" della Commissione europea.
Pagliaro, chimico, a Palermo coordina le attivita' del Polo fotovoltaico della Sicilia. Due gli approcci suggeriti dagli autori: la concentrazione della radiazione per generare quantita' massive di idrogeno utili ad alimentare centri abitati ed industrie. E l'uso dei pannelli fotovoltaici abbinati ad un elettrolizzatore per generare idrogeno da usarsi come combustibile per usi on-demand da parte di imbarcazioni o automobili.
"Le tecnologie sono due - dice Pagliaro - perche' due sono gli usi del combustibile idrogeno richiesti dal mercato. E in entrambi i casi e' stata l'applicazione della nanochimica alle tecnologie per la conversione della radiazione solare a rendere possibili i traguardi che le rendono ormai convenienti dal punto di vista economico". "Usando il calore, cioe' tutta l'energia solare - aggiunge Konstandopoulos, - l'efficienza e' molto piu' elevata del fotovoltaico. Usando solo acqua e stoccando l'energia sotto forma di idrogeno, risolviamo il problema dell'intermittenza della luce solare. E siccome la voce di costo principale di Hydrosol e' costituita dagli eliostati il cui prezzo sta rapidamente scendendo, entro 3 anni il prezzo dell'elettricita' solare generata con l'idrogeno sara' inferiore ai 6 centesimi di Euro per chilowattora".
Lo studio prende in esame entrambe le tecnologie e mostra come un'economia basata sull'idrogeno solare sia ormai una concreta opportunita' di sviluppo economico e risanamento ambientale. Gli autori citano fra gli altri i casi dell'idrogenodotto di Arezzo; della barca Riviera P 600 commercializzata da Frauscher; e della centrale termoelettrica ad idrogeno operata da Enel a Porto Marghera.
Nella tecnologia europea Hydrosol l'energia solare viene concentrata per mezzo di specchi chiamati eliostati su un materiale catalitico che gia' ad 800°C e' in grado di scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno in un processo termochimico chiuso ad alta efficienza. La scoperta principale e' stata quella del nanomateriale catalitico. Nella generazione fotovoltaica dell'idrogeno il costo principale per la scissione dell'acqua e' ormai dovuto al platino usato nell'elettrolizzatore, perche' l'introduzione sul mercato delle nuove tecnologie fotovoltaiche ha causato il crollo del prezzo dei pannelli solari sceso da 6 a meno di 1 Euro a Watt nel corso degli ultimi 18 mesi. L'idrogeno solare e' uno delle tre tematiche principali della conferenza internazionale SuNEC 2010 in programma in Sicilia dal 13 al 15 Ottobre prossimi.

fonte: alternativasostenibile.it

mercoledì 10 febbraio 2010

Anche in Italia la certificazione Leed

Arriva in Italia il Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), il sistema di rating più diffuso al mondo. Il metodo di certificazione è uno standard applicato in oltre 100 Paesi, sviluppato dall'U.S. Green Building Council (Usgbc).

L'associazione no profit promuove e fornisce un approccio globale alla sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance virtuose in aree chiave della salute umana ed ambientale. Per la presentazione ufficiale bisogna attendere il prossimo 14 aprile 2010, quando al teatro Sociale di Trento verrà illustrata la versione italiana del protocollo di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici. Il passo importante però è stato già mosso lo scorso 25 gennaio, quando a Washington si è riunito il Leed Steering Committee (Lsc) di Usgbc e ha approvato Leed Italia 2009 Nuove Costruzioni - Ristrutturazioni.
Il presidente di Gbc Italia Mario Zoccatelli ha espresso la sua soddisfazione: "ci possiamo concedere un momento di legittimo orgoglio per questo risultato, unico nel panorama internazionale". Il percorso è stato lungo: i primi passi di Leed Italia si sono mossi nel 2008, quando per iniziativa del socio promotore Distretto Tecnologico Trentino, insieme a 46 soci fondatori, si è costituita Gbc Italia. Nel marzo 2008 sono stati costituiti il comitato Leed (affidato alla presidenza di Maurizio Ratti) e il comitato scientifico, guidato dal Frattari dell'Università di Trento, che si sono cimentati nel compito di adattare il protocollo statunitense alla situazione italiana. Pertanto i crediti definiti dal sistema a punteggio del protocollo sono stati ricalibrati e soppesati per la realtà nazionale, un grande sforzo che ha portato all'edizione 2009 dello standard Leed Italia.
Leed è un sistema volontario e basato sul consenso, per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ad alte prestazioni e che si sta sviluppando sempre più a livello internazionale; può essere utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove un sistema di progettazione integrata che riguarda l'intero edificio.
Da aprile quindi ci saranno i primi edifici certificati con lo standard italiano.

Nucleare: forzatura del governo

Alla vigilia delle elezioni regionali il governo ignora il parere delle regioni ed approva il nuovo decreto legislativo sui criteri di localizzazione degli impianti nucleari, non tenendo conto dell'opposizione di gran parte delle Regioni e scegliendo di non attendere il parere della Conferenza Unificata.

E' un pessimo segnale, soprattutto a ridosso del voto per le regionali 2010: si ribadisce infatti una linea dirigistica e contraria al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche. Il Decreto legislativo viene approvato dal Consiglio dei Ministri contro la quasi totalità delle Regioni (con la sola eccezione di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) che hanno contestato nel loro documento il mancato rispetto dei poteri concorrenti delle Regioni in materia di certificazione dei siti, autorizzazione unica degli impianti nucleari e autorizzazione unica per il deposito nazionale.
Questo va contro il Titolo V della Costituzione ed elude l'obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata stabilito dalla cosiddetta Delega nucleare, legge 99/2009, che all'art. 25 stabilisce che i decreti attuativi della delega siano adottati "su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e successivo parere delle Commissioni parlamentari competenti".
Il WWF Italia in questo contesto:
- appoggia la giusta rivendicazione delle Regioni sul fatto che sia la localizzazione degli impianti che l'autorizzazione unica per il loro esercizio non possano essere effettive senza un'intesa forte con le Regioni direttamente interessate;
- ritiene che sia un paradosso che la cosiddetta Strategia Nucleare non venga compresa nella Strategia energetica nazionale (che deve considerare il mix delle fonti energetiche, comprese innanzitutto quelle alternative) che doveva essere predisposta entro il dicembre 2009, secondo quanto stabilito dal decreto 112/2008, oggi legge 133/2008;
- considera incongruo che la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito delle scorie nucleari, che ad avviso dell'associazione deve essere inclusa nella Strategia Nucleare, non sia sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica (il Decreto Legislativo in questione non la prevede);
- fa notare che è contro la normativa comunitaria il fatto che la Valutazione di Impatto ambientale sui singoli progetti di impianti dia per acquisiti gli elementi oggetto della VAS su piani e programmi: si tratta, infatti, di valutazioni su scala diversa e separate, come stabilito dalla Commissione Europea nella Direttiva 2001/42/CE;
- ritiene indifendibile lo strapotere di Sogin SpA, a cui vengono affidate impropriamente secondo l'associazione (oltre alla costruzione e alla gestione del deposito delle scorie nucleari) anche la redazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito (che sarebbe più naturale affidare all'Agenzia nucleare) o le trattative bilaterali con le Regioni (che invece dovrebbero essere gestite dai Ministeri competenti: prima di tutto il Ministero per lo sviluppo economico);
- considera poco trasparente e priva di ogni controllo la previsione di una campagna di propaganda a sostegno dell'attività di imprese private (il nucleare) con i soldi pubblici: questo aggiunge un'altra beffa ai danni dei contribuenti che già pagheranno i costi salati del nucleare, difficilmente realizzabile ed economicamente non conveniente, oltre che pericoloso dal punto di vista ambientale e della sicurezza nei confronti delle minacce militari e terroristiche.

lunedì 8 febbraio 2010

Le energie rinnovabili a portata di click

Ren 21, la rete internazionale per le politiche sulle rinnovabili, ha lanciato la Renewables Interactive Map, uno strumento on line che fornisce la fotografia delle politiche e dello sviluppo delle rinnovabili in tutti i paesi del mondo.

Le politiche, gli incentivi, gli obiettivi, la potenza installata per le diverse fonti rinnovabili di ogni singolo paese del mondo in una mappa interattiva alla portata di tutti. E' la Renewables Interactive Map, ideata da REN 21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Country), la rete internazionale che sostiene le politiche sulle energie rinnovabili nel mondo.
Il network ha raccolto dati e informazioni da numerose fonti internazionali e ha un potuto costruire così un innovativo strumento on line di monitoraggio delle rinnovabili, disaggregato per paese e per tecnologia, in grado di fornire un quadro sintetico delle politiche sul settore delle energie pulite.
La mappa contiene, infatti, molte informazioni utili anche agli investitori visto che fornisce indicazioni sulle diverse tipologie di incentivi e di sostegno alle diverse tecnologie, oltre che i dati sulle potenze installate.
Inoltre, dove possibile, si indicano gli obiettivi a breve e medio termine di numerosi paesi di tutti i continenti in fatto di rinnovabili. Per vedere la mappa, clicca sul collegameto qui accanto Renewables Interactive Map.

Carta etica dell'acqua

Nel corso di un seminario al Parlamento europeo a Bruxelles il Cipsi-solidarieta' e cooperazione (coordinamento nazionale di 45 organizzazioni non governative), il Comitato italiano per il contratto mondiale sull'acqua e il Centro di volontariato internazionale (Cevi) hanno lanciato la "Carta etica dell'acqua", un manifesto per promuovere a livello globale l'uso sostenibile dell'oro blu.

Carta etica dell'acquaIl file rouge dell'iniziativa e' l'idea dell'acqua come un patrimonio comune, il cui accesso deve essere garantito a tutti.
Strettamente connesso a questo, il principio che la proprieta', il governo e il controllo politico dell'acqua, in particolare della gestione e dei servizi idrici, devono restare pubblici.
Le collettivita' locali devono essere in grado di garantire il diritto essenziale all'acqua potabile per tutti i propri cittadini ed un suo uso sostenibile. Cipsi sottolinea che nel mondo 1,6 miliardi di persone non hanno ancora accesso all'acqua potabile, mentre in Italia si perdono 104 litri d'acqua per abitante al giorno.
Ciascun italiano consuma quotidianamente 213 litri di acqua: 39% per la doccia, 20% per i sanitari, 12% per il bucato, 10% per le stoviglie, 6% in cucina, 6% per giardinaggio e lavaggi auto, 1% per bere e 6% per altri usi.
Guido Barbera, presidente di Cipsi ha affermato: "Le indicazioni contenute nel documento sottolineano con urgenza la necessita' di un uso sostenibile di quello che deve essere considerato il bene piu' prezioso del Pianeta. Mentre oggi nel mondo il 12% della popolazione usa e spreca l'85% delle risorse idriche, l'accesso partecipato all'acqua puo' infatti contribuire al rafforzamento della solidarieta' fra i popoli, le comunita', i Paesi".

ReAcademy: l’Accademia del Recupero che reinventa i materiali di scarto

ReAcademy e' un'associazione senza fini di lucro creata dalla societa' di progettazione KeoProject il cui obiettivo e' promuovere una cultura del reimpiego di materiali di scarto. ReAcademy vuole cosi' dimostrare che è possibile considerare i rifiuti come una grande risorsa locale in grado di creare nuove economie di scala.

ReAcademy: l’Accademia del Recupero che reinventa i materiali di scartoLo stesso nome, Accademia del Recupero, la caratterizza quale luogo in cui progettare e realizzare nuovi oggetti prodotti con materiali che normalmente verrebbero abbandonati come scarti inerti, annullando così il concetto di rifiuto.
L'associazione ha sede in una vecchia conceria a Bra, nei pressi dall'Universita' di Scienze Gastronomiche, che presto sara' completamente convertita in un centro polifunzionale dedicato al tema del recupero.
Qui, cittadini, imprese, università ed enti pubblici potranno confrontarsi come nelle antiche agorà per trovare soluzioni durevoli in equilibrio sia con le necessità di tutela dell'ambiente sia con gli attuali principi economici e fondate sull'equita' sociale.
Il concetto di recupero, infatti, viene reinterpretato come un'opportunità di cultura, innovazione, comunicazione e sviluppo economico contrapponendo ai limiti del consumismo, l'ottimizzazione delle capacità di recupero e la riduzione dei prelievi sugli stock di risorse naturali.
Si tratta quindi di un progetto capace di tradurre in realtà i principi glocal: una visione globale unita all'azione locale.

A Teramo il primo fitness club in Italia con piscine depurate a ozono

Il Club Tonic di Garrufo Sant'Omero sceglie una soluzione ecocompatibile che consentirà una qualità dell'acqua superiore e un maggior benessere a chi frequenta la piscina. Si tratta della prima struttura sportiva in Italia dotata di un impianto a ozono.

Da oggi nel Club Tonic di Garrufo l'acqua è ancora più blu. E' stata introdotta un'importante novità che riguarda la depurazione delle piscine del centro fitness: il nuovo impianto utilizza l'ozono come agente disinfettante naturale in sostituzione del cloro. Ciò consentirà di ridurre notevolmente l'utilizzo di additivi chimici, normalmente presenti nelle piscine, e di ottenere un'acqua limpida, inodore e perfettamente depurata. Un grande vantaggio per i frequentatori del club, che potranno godere di una migliore qualità dell'acqua e dell'aria, e per l'ambiente dato che si tratta di una soluzione ecologica.
L'ozono è infatti un gas naturale, il più potente ossidante per il trattamento dell'acqua nelle piscine: a parità di concentrazione è tremila volte più efficace del cloro nell'eliminazione di batteri e virus, e ha la capacità di eliminare alghe, muffe e parassiti. Inoltre consente di ridurre la quantità di acqua di rinnovo giornaliera delle piscine dal 5 al 2,5%, con meno sprechi.
Una scelta innovativa e lungimirante per il Club Tonic di Garrufo, che è dotato di una piscina da 25 metri con tre corsie, una vasca per idro-bike e acquagym e di una piscina per neonati. Dice Gianluigi Fontana, general manager di Tonic: "Lo spirito che guida la filosofia Tonic è improntato sul benessere e sulla sostenibilità ambientale e la novità dell'impianto di depurazione a ozono installato nel club di Teramo è una delle massime espressioni di questi valori. Ogni giorno cerchiamo soluzioni che migliorino la qualità della vita e del tempo libero dei nostri iscritti, dando una mano all'ambiente e offrendo servizi di alto livello al miglior rapporto qualità/prezzo del mercato. Tutti i centri Tonic in Italia seguiranno l'esempio di Teramo nell'adozione di questo innovativo sistema".