sabato 20 febbraio 2010

Il primo gioco da tavolo sulle fonti rinnovabili!

Si chiama Energy Empire ed è in nuovo gioco da tavolo a carattere ludo-didattico per conoscere il mondo delle energie rinnovabili, divertendosi.

Ideato da tre giovani laureati con il pallino della comunicazione scientifica, "Energy Empire" nasce come progetto conclusivo di un master sulle energie rinnovabili organizzato nell'ambito del progetto - T.E.R.S.O (Talenti, Energia, Ricerca, Sviluppo, Organizzazione) - che ha avuto AREA Science Park tra i partner principali.
Finanziato dalla Fondazione per il Sud all'interno dei progetti per lo Sviluppo del capitale umano di eccellenza, il Master T.E.R.S.O. ha formato quindici laureati residenti nella regione Sardegna con l'obiettivo di contrastare la "fuga dei cervelli", favorire la creazione di impresa e l'inserimento in organizzazioni del territorio.
Tanta curiosità, un pizzico di competenza scientifica e almeno dodici anni d'età sono i requisiti per poter giocare e mettere in luce gli aspetti positivi delle energie sostenibili e le problematiche relative alla loro diffusione e al loro utilizzo. Obiettivo del gioco è sostituire gradualmente l'energia prodotta da fonti fossili con quella generata da fonti rinnovabili; stando sempre attenti a rispettare i vincoli e le condizioni dettate dall'Unione Europea. Si può giocare da un minimo di due e un massimo di cinque giocatori. A vincere è chi raggiunge la completa sostenibilità energetica oppure chi rimane in gara per ultimo.
A metà strada tra Monopoli e Trivial Pursuit, "Energy Empire" consta di un tabellone raffigurante l'Europa, su cui sono rappresentate cinque nazioni, pedine di diversa grandezza e forma, carte della Rinnovatività, della Ricerca e delle Domande e un dado a dodici facce. Al momento sono stati realizzati, a titolo di prototipo e grazie al contributo di AREA, cento esemplari del nuovo gioco da tavolo.

Le Olimpiadi di Vancouver e la sostenibilità

Gli organizzatori della 21a edizione dei Giochi olimpici invernali (12-28 febbraio), in corso di svolgimento a Vancouver, sono anche loro in gara, come gli atleti, per raggiungere una serie di obbiettivi di ecocompatibilità prefissati.

Il programma di sostenibilità ambientale è in effetti ampio e impegnativo. Un grande sforzo è stato profuso in fase di programmazione per minimizzare l'impatto ambientale dei Giochi adottando i principi di bioedilizia LEED nella costruzione degli edifici e delle strutture, e introducendo soluzioni di mobilità sostenibile destinate a durare nel tempo, come ride-sharing, carpooling, cycling ecc., con l'iniziativa Travelsmart.
Alcune delle caratteristiche eco-friendly dei siti e degli impianti sportivi includono l'uso di fonti energetiche rinnovabili, l'utilizzo di acqua piovana per i servizi igienici, la gestione ecologica dei rifiuti. Persino le 1.000 medaglie da assegnare agli atleti saranno composte di materiale riciclato da scarti di apparecchiature elettroniche. Insomma, il piano predisposto ha stimato una riduzione di gas serra pari a 118.000 tonnellate. Nello stesso tempo le emissioni che non è stato possibile tagliare sono state compensate attraverso progetti basati su tecnologia pulita per rimuovere o evitare un'equivalente ammontare di emissioni inquinanti nell'atmosfera.
Ma l'evento agonistico canadese è anche l'occasione per promuovere una più forte consapevolezza a livello di singoli cittadini del rispetto dell'ambiente. Per ottenere la partecipazione degli utenti si mette a disposizione uno strumento online per calcolare la propria impronta ecologica indicando contemporaneamente come poter diminuire o compensare volontariamente le proprie emissioni.
Con lo stesso spirito è nata "Do your video", iniziativa rivolta ai giovani di 13-24 anni, in cui piccoli autori si sono cimentati nella produzione di brevi clip di animazione aventi come tema lo sviluppo di nuovi stili di vita improntati alla sostenibilità.

Physalia la nave che purifica le acque

Si chiama Physalia, dal nome di un'elegante medusa, il progetto di un'imbarcazione avveniristica dello studio d'architettura Vincent Callebaut.

Più che una nave è un giardino galleggiante, al 100% autosufficiente dal punto di vista energetico, ed è la risposta ai problemi idrici che affliggono il mondo. Sono oltre un miliardo le persone sul nostro pianeta che non hanno accesso all'acqua potabile, e oltre 3.000 di esse muoiono ogni giorno a causa di queste condizioni difficili.
È qui che entra in gioco Physalia, il mezzo che navigherà i fiumi, dal Danubio, al Volga al Reno, al Guadalquivir fino all"Eufrate e al Tigri. E durante la navigazione assorbirà CO2 e inquinanti chimici grazie ad una rete idraulica che gli consente di filtrare l'acqua del fiume, e dei sistemi di purificazione dagli inquinati biologici posti sul tetto.
Progettato con un'architettura a zero emissioni di anidride carbonica, è esso stesso un impianto di energia rinnovabile, infatti, può generare più energia di quanta ne consuma. Il tetto della nave ha una doppia membrana pneumatica, dotata di celle fotovoltaiche, e poi al di sotto dello scafo si trovano le idro-turbine che trasformano l'energia del moto ondoso del fiume in energia idroelettrica.
La superficie del Physalia è realizzata interamente in acciaio rivestito in alluminio, a sua volta ricoperto da uno strato di anatasio, una delle forme minerali dell'ossido di titanio (TiO2) che purifica l'acqua attraverso un meccanismo di catalisi chimica mediante i raggi ultravioletti.
Al suo interno Physalia contiene quattro giardini che rappresentano i quattro elementi della terra. All'ingresso principale s'incontra il Giardino dell'Acqua sovrastato da un tetto di vetro. Successivamente, vi è il Giardino della Terra, che si trova al centro della nave, dedicata alle ricerche internazionali che analizzano gli ecosistemi.
E poi c'è uno spazio confinato, il Giardino del Fuoco, un salotto subacqueo che è uno spazio dedicato alle mostre permanenti sugli ecosistemi acquatici. Infine, s'incontra il Giardino dell'Aria: uno spazio di ossigeno e di luce, si apre anche verso il paesaggio esterno.
Il Physalia è solo allo stadio di prototipo, ma sicuramente arriverà il giorno in cui coloro che vivono lungo il Danubio, il Reno o l'Eufrate saranno grati di vederlo navigare.

Idrogeno solare energia del futuro?

Parliamo dell'idrogeno generato per scissione dell'acqua utilizzando la sola radiazione solare il combustibile dell'imminente futuro.

Lo sostengono i ricercatori italiani del gruppo di ricerca di Mario Pagliaro al Cnr e quelli greci guidati da Athanasios Konstandopoulos in uno studio pubblicato oggi dalla rivista Energy and Environmental Science. Konstandopoulos, ingegnere chimico direttore del Laboratorio APT di Tessalonica, coordina il progetto di ricerca comunitario Hydrosol per cui ha recentemente ottenuto il premio "Cartesio" della Commissione europea.
Pagliaro, chimico, a Palermo coordina le attivita' del Polo fotovoltaico della Sicilia. Due gli approcci suggeriti dagli autori: la concentrazione della radiazione per generare quantita' massive di idrogeno utili ad alimentare centri abitati ed industrie. E l'uso dei pannelli fotovoltaici abbinati ad un elettrolizzatore per generare idrogeno da usarsi come combustibile per usi on-demand da parte di imbarcazioni o automobili.
"Le tecnologie sono due - dice Pagliaro - perche' due sono gli usi del combustibile idrogeno richiesti dal mercato. E in entrambi i casi e' stata l'applicazione della nanochimica alle tecnologie per la conversione della radiazione solare a rendere possibili i traguardi che le rendono ormai convenienti dal punto di vista economico". "Usando il calore, cioe' tutta l'energia solare - aggiunge Konstandopoulos, - l'efficienza e' molto piu' elevata del fotovoltaico. Usando solo acqua e stoccando l'energia sotto forma di idrogeno, risolviamo il problema dell'intermittenza della luce solare. E siccome la voce di costo principale di Hydrosol e' costituita dagli eliostati il cui prezzo sta rapidamente scendendo, entro 3 anni il prezzo dell'elettricita' solare generata con l'idrogeno sara' inferiore ai 6 centesimi di Euro per chilowattora".
Lo studio prende in esame entrambe le tecnologie e mostra come un'economia basata sull'idrogeno solare sia ormai una concreta opportunita' di sviluppo economico e risanamento ambientale. Gli autori citano fra gli altri i casi dell'idrogenodotto di Arezzo; della barca Riviera P 600 commercializzata da Frauscher; e della centrale termoelettrica ad idrogeno operata da Enel a Porto Marghera.
Nella tecnologia europea Hydrosol l'energia solare viene concentrata per mezzo di specchi chiamati eliostati su un materiale catalitico che gia' ad 800°C e' in grado di scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno in un processo termochimico chiuso ad alta efficienza. La scoperta principale e' stata quella del nanomateriale catalitico. Nella generazione fotovoltaica dell'idrogeno il costo principale per la scissione dell'acqua e' ormai dovuto al platino usato nell'elettrolizzatore, perche' l'introduzione sul mercato delle nuove tecnologie fotovoltaiche ha causato il crollo del prezzo dei pannelli solari sceso da 6 a meno di 1 Euro a Watt nel corso degli ultimi 18 mesi. L'idrogeno solare e' uno delle tre tematiche principali della conferenza internazionale SuNEC 2010 in programma in Sicilia dal 13 al 15 Ottobre prossimi.

fonte: alternativasostenibile.it

mercoledì 10 febbraio 2010

Anche in Italia la certificazione Leed

Arriva in Italia il Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), il sistema di rating più diffuso al mondo. Il metodo di certificazione è uno standard applicato in oltre 100 Paesi, sviluppato dall'U.S. Green Building Council (Usgbc).

L'associazione no profit promuove e fornisce un approccio globale alla sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance virtuose in aree chiave della salute umana ed ambientale. Per la presentazione ufficiale bisogna attendere il prossimo 14 aprile 2010, quando al teatro Sociale di Trento verrà illustrata la versione italiana del protocollo di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici. Il passo importante però è stato già mosso lo scorso 25 gennaio, quando a Washington si è riunito il Leed Steering Committee (Lsc) di Usgbc e ha approvato Leed Italia 2009 Nuove Costruzioni - Ristrutturazioni.
Il presidente di Gbc Italia Mario Zoccatelli ha espresso la sua soddisfazione: "ci possiamo concedere un momento di legittimo orgoglio per questo risultato, unico nel panorama internazionale". Il percorso è stato lungo: i primi passi di Leed Italia si sono mossi nel 2008, quando per iniziativa del socio promotore Distretto Tecnologico Trentino, insieme a 46 soci fondatori, si è costituita Gbc Italia. Nel marzo 2008 sono stati costituiti il comitato Leed (affidato alla presidenza di Maurizio Ratti) e il comitato scientifico, guidato dal Frattari dell'Università di Trento, che si sono cimentati nel compito di adattare il protocollo statunitense alla situazione italiana. Pertanto i crediti definiti dal sistema a punteggio del protocollo sono stati ricalibrati e soppesati per la realtà nazionale, un grande sforzo che ha portato all'edizione 2009 dello standard Leed Italia.
Leed è un sistema volontario e basato sul consenso, per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ad alte prestazioni e che si sta sviluppando sempre più a livello internazionale; può essere utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove un sistema di progettazione integrata che riguarda l'intero edificio.
Da aprile quindi ci saranno i primi edifici certificati con lo standard italiano.

Nucleare: forzatura del governo

Alla vigilia delle elezioni regionali il governo ignora il parere delle regioni ed approva il nuovo decreto legislativo sui criteri di localizzazione degli impianti nucleari, non tenendo conto dell'opposizione di gran parte delle Regioni e scegliendo di non attendere il parere della Conferenza Unificata.

E' un pessimo segnale, soprattutto a ridosso del voto per le regionali 2010: si ribadisce infatti una linea dirigistica e contraria al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche. Il Decreto legislativo viene approvato dal Consiglio dei Ministri contro la quasi totalità delle Regioni (con la sola eccezione di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) che hanno contestato nel loro documento il mancato rispetto dei poteri concorrenti delle Regioni in materia di certificazione dei siti, autorizzazione unica degli impianti nucleari e autorizzazione unica per il deposito nazionale.
Questo va contro il Titolo V della Costituzione ed elude l'obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata stabilito dalla cosiddetta Delega nucleare, legge 99/2009, che all'art. 25 stabilisce che i decreti attuativi della delega siano adottati "su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e successivo parere delle Commissioni parlamentari competenti".
Il WWF Italia in questo contesto:
- appoggia la giusta rivendicazione delle Regioni sul fatto che sia la localizzazione degli impianti che l'autorizzazione unica per il loro esercizio non possano essere effettive senza un'intesa forte con le Regioni direttamente interessate;
- ritiene che sia un paradosso che la cosiddetta Strategia Nucleare non venga compresa nella Strategia energetica nazionale (che deve considerare il mix delle fonti energetiche, comprese innanzitutto quelle alternative) che doveva essere predisposta entro il dicembre 2009, secondo quanto stabilito dal decreto 112/2008, oggi legge 133/2008;
- considera incongruo che la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito delle scorie nucleari, che ad avviso dell'associazione deve essere inclusa nella Strategia Nucleare, non sia sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica (il Decreto Legislativo in questione non la prevede);
- fa notare che è contro la normativa comunitaria il fatto che la Valutazione di Impatto ambientale sui singoli progetti di impianti dia per acquisiti gli elementi oggetto della VAS su piani e programmi: si tratta, infatti, di valutazioni su scala diversa e separate, come stabilito dalla Commissione Europea nella Direttiva 2001/42/CE;
- ritiene indifendibile lo strapotere di Sogin SpA, a cui vengono affidate impropriamente secondo l'associazione (oltre alla costruzione e alla gestione del deposito delle scorie nucleari) anche la redazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito (che sarebbe più naturale affidare all'Agenzia nucleare) o le trattative bilaterali con le Regioni (che invece dovrebbero essere gestite dai Ministeri competenti: prima di tutto il Ministero per lo sviluppo economico);
- considera poco trasparente e priva di ogni controllo la previsione di una campagna di propaganda a sostegno dell'attività di imprese private (il nucleare) con i soldi pubblici: questo aggiunge un'altra beffa ai danni dei contribuenti che già pagheranno i costi salati del nucleare, difficilmente realizzabile ed economicamente non conveniente, oltre che pericoloso dal punto di vista ambientale e della sicurezza nei confronti delle minacce militari e terroristiche.

lunedì 8 febbraio 2010

Le energie rinnovabili a portata di click

Ren 21, la rete internazionale per le politiche sulle rinnovabili, ha lanciato la Renewables Interactive Map, uno strumento on line che fornisce la fotografia delle politiche e dello sviluppo delle rinnovabili in tutti i paesi del mondo.

Le politiche, gli incentivi, gli obiettivi, la potenza installata per le diverse fonti rinnovabili di ogni singolo paese del mondo in una mappa interattiva alla portata di tutti. E' la Renewables Interactive Map, ideata da REN 21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Country), la rete internazionale che sostiene le politiche sulle energie rinnovabili nel mondo.
Il network ha raccolto dati e informazioni da numerose fonti internazionali e ha un potuto costruire così un innovativo strumento on line di monitoraggio delle rinnovabili, disaggregato per paese e per tecnologia, in grado di fornire un quadro sintetico delle politiche sul settore delle energie pulite.
La mappa contiene, infatti, molte informazioni utili anche agli investitori visto che fornisce indicazioni sulle diverse tipologie di incentivi e di sostegno alle diverse tecnologie, oltre che i dati sulle potenze installate.
Inoltre, dove possibile, si indicano gli obiettivi a breve e medio termine di numerosi paesi di tutti i continenti in fatto di rinnovabili. Per vedere la mappa, clicca sul collegameto qui accanto Renewables Interactive Map.